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VELEIA ROMANA, progetto di restauro archeologico delle Terme

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COMMITTENTE | Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici di Parma e Piacenza

PROGETTISTA| Progetto architettonico e opere di restauro: arch. Luca Oddi. Sicurezza in fase di progettazione: arch. Giulio Lusvardi

RUP| dott. Marco Podini

DIREZIONE LAVORI| dott. Marco Podini. Assistenza tecnica alla DL: arch Luca Oddi

SITO | Area archeologica di Veleia Romana, Comune di Lugagnano Val d’Arda (PC)

CRONOLOGIA | 2018 progettazione, 2018-2019 realizzazione in corso

IMPRESE ESECUTRICI | Opus Restauri

Il restauro archeologico

L’intervento previsto è atto ad una manutenzione generale del sistema termale non ancora interessato da interventi di restauro archeologico. Il frigidarium è già stato infatti oggetto di interventi nel 2015.

Il calidariuum e il tepidarium, le due aree di maggiore dimensione, saranno l’oggetto di questo progetto. Il progetto prevede un processo di manutenzione che vada ad eliminare situazioni di forte degrado che si sono accumulate nel corso degli anni a causa della scarsa manutenzione e delle azioni atmosferiche decisamente impattanti. L’obbiettivo è di eliminare la forte presenza di formazioni biologiche, erba cresciuta tra le fughe dei conci di pietra e licheni.

Il processo di eliminazione delle diverse formazioni biologiche dovrà essere eseguito tenendo conto della necessità di mantenere viva la “patina del tempo”, andando quindi ad intaccare le presenze dannose e di degrado senza riportare però i materiali lapidei all’uniformità superficiale tipica del materiale appena lavorato e messo in opera. Tale scelta deriva dalla volontà di creare il minore divario percettivo possibile fra le diverse zone del parco archeologico. Sicuramente l’azione di preservazione e restauro deve emergere, ma con estrema delicatezza e attenzione rispetto al contesto.

Il processo di anastilosi delle pavimentazioni, messo in atto attraverso il riposizionamento degli elementi in cotto che formavano il pavimento sopraelevato (tavelloni e sospensure), sarà restituito mettendo in evidenza i diversi livelli del processo costruttivo. Le due aree termali saranno allestite andando a mostrare nella prima (tepidarium) il sistema delle sospensure, posate a maglie regolari di 75×75 cm e costituite da tra conci di laterizio sovrapposti. Nella seconda (calidarium) il sistema finito, la superficie calpestabile dai frequentatori delle terme, costituita dai tavelloni fra loro affiancati e appoggiati sulle sospensure (comunque visibili lungo il perimetro della porzione di pavimento ricostruita).

In entrambi i locali si andrà a realizzare una pavimentazione di fondo, sovrapposta a quella esistente e leggermente distaccata dalle murature di perimetro ai due locali, al fine di lasciare una fascia di rispetto fra le murature originali e il pavimento in anastilosi. Questo sarà costituito da un massetto a base di calce con inserita una corretta percentuale di inerti pigmentati a riproporre la colorazione del sotto pavimento in cotto.

Illuminazione scenografica

L’impianto di illuminazione scenografica proposto è stato progettato in fase preliminale. La sua effettiva realizzazione sarà valutata in fase di realizzazione dell’intervento globale, è subordinata a una preventiva verifica dell’eventuale presenza di manufatti archeologici sepolti. Al momento della realizzazione degli scavi utili al passaggio delle polifere elettrice (in attraversamento dello stradello di ingresso al parco archeologico e in adiacenza alle terme) il Direttore Lavori, archeologo, si premurerà di supervisionare tali scavi e valutarne la loro effettiva possibile realizzazione.



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